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Genere: catalogo d’arte
1a edizione: ottobre 2024
Formato: cm 28×28
Pagine: 76
Immagini: si
Confezione: cartonato
ISBN: 978-88-99875-53-4
Prezzo: euro 20,00

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BESTIARIO. Ricordando Cortázar
È uno dei temi, quello degli animali, che Alessandro Todescan ha sempre percorso nella sua produzione artistica, un richiamo costante, praticamente imprescindibile. Una sorta di zoologico universo parallelo, dal quale ha potuto attingere spunti, ispirazioni, opportunità – e anche pretesti – per soddisfare una vena spesso orientata al surreale. Un interesse forse suscitato, ancora in giovane età, dalla visione di alcune opere di Max Ernst e subito alimentato da un’istintiva predisposizione al disegno. Si tratta, beninteso, di animali ai quali Alessandro attribuisce proprietà fuori dal comune, un’anima vitale che li trasforma in soggetti con cui interloquire: esuberanti, attenti, focosi, scattanti, agili, arditi, irrequieti. Ma anche infidi, insidiosi. Interlocutori che, d’un tratto, possono divenire estremamente pericolosi. È un’indagine intrigante, quella che il pittore svolge in punta di pennello, curioso di conoscere l’esito – talvolta imprevedibile – del suo lavoro. Disegnatore e colorista, Alessandro Todescan ha una visione positiva della vita e l’utilizzo di una peculiare scala cromatica ne rivela il carattere, portato per natura all’ottimismo.
Alessandro Todescan
Nasce a Vicenza da Giuseppe, giovane notaio di Polegge, e da Francesca Brunelli, altrettanto giovane docente di tedesco e francese, di lontana ascendenza ungherese (Hoffeneimer). Dalla madre erediterà la passione per le lingue. A sedici anni, vedendo le opere di Max Ernst, inizia a disegnare e a dipingere, avendone ricevuto il fascino surrealista, che informerà ogni momento della sua vita. Dopo la laurea in giurisprudenza a Ferrara, a ventotto anni diventa notaio, nel 1968: prima sede Caldaro-Kalter, in Alto Adige, poi Bassano del Grappa, dove eserciterà per quarantasei anni. Nel 1977 pubblica un romanzo, il ricordo di un’estate: “I giorni del Mediterraneo”. Ha una grande biblioteca (ricopiata da quella del granduca di Toscana, del 1834, e realizzata da maestranze locali, su cui campeggia il “Tolle et lege” agostiniano), una ben fornita cineteca e, nella sua stanza di pittore, la “Cassetta di Monet”. Ha dato alle stampe nel 2016 per l’Editoriale Giorgio Mondadori la monografia delle sue opere “Alessandro Todescan” realizzata da Editrice Artistica Bassano e nel 2023 “La mia Vicenza”, raccolta di disegni della sua città natale (edizione fuori commercio).
